Congratulazioni..
Fai parte anche tu della lista degli stronzi che ho conosciuto.
domenica 2 settembre 2012
lunedì 11 giugno 2012
Ho sempre amato la notte e l'oscurità.
Mi ritrovai a pensare a quanto la vita fosse stata dura con me.
Ero diventato un parassita, mi aggrappavo all'unico ed ultimo granello di sabbia di una scultura portata via dal vento e dalle onde, nella speranza di qualcosa di nuovo.
Ma la mia vita era così abituata a mostrarmi solo il nero delle cose, che improvvisamente quel colore divenne il mio preferito.
Mi teneva stretto a qualcosa che andava oltre le mie capacità, e mi lanciava in un turbine di irrequietezza e tristezza che neanche la luce del sole riusciva a placare. Anzi, anche quella mi dava fastidio.
Ero diventato quasi una sorta di vampiro, nonostante l'odore del sangue mi provocasse ancora la nausea.
Iniziai a pensare che le tenebre fossero la mia casa, che qualcosa li sotto fosse incatenato e toccasse a me liberarlo. Forse mi avrebbe reso immortale, dalla bellezza immutabile o addirittura ricco sfondato. Perché non felice, eh?
Non esplorai mai la felicità, neanche da bambino.
Iniziai a chiedermi perché avessi dovuto sperimentare qualcosa di nuovo, ora che sapevo che la tristezza aveva logorato gran parte del mio cuore.
L'immortalità non guasterebbe affatto. Sceglierei quella.
[cit.]
giovedì 12 aprile 2012
Esplode, prima o poi ogni bomba lo fa.
E' l'ennesimo triste giorno di una ancora triste vita.
Ti guardi allo specchio e non sei come vorresti, non sei chi vorresti e quando ti rendi conto che forse non lo diventerai mai, ti ripeti che non fa niente, mentre le lacrime vengono giù.
Ti chiedi il motivo del perché non sia possibile far avverare i sogni, del perché i progetti siano solo pezzi di carta intinti di un inchiostro che ormai si fa fatica a leggere.
Niente va come deve andare. Nulla.
Vorresti evadere, o esplodere.
L'orologio segna i -30 secondi all'esplosione e tu puoi ancora correre per cercare di salvarti.
Il sudore ti riga il volto, ma tu tieni duro perché sei forte.
-20 secondi.
Le gambe faticano per lo sforzo sovrumano ma tu non molli, ti tiri su ogni volta che cadi e vai avanti.
-10 secondi.
Sei sfinito. Inizi a chiederti se riuscirai mai a raggiungere l'obiettivo, e cerchi quel motivo, seppure in lontananza che ti faccia distrarre dal voler abbandonare tutto.
-5
Corri, ce la puoi fare.
-4
Non ti arrendere, cazzo.
-3
Tieni duro, tu vali!
-2
E' così, sei il migliore.
-1
Sei arrivato, un ultimo sforzo.
Tutto Esplode.
Fallisci. Ancora.
A cosa è servito correre?.
martedì 3 aprile 2012
Ho davvero tanto bisogno di te.
Era estate ed ogni cosa intorno a lui lo ricordava.
L'afa che regnava fuori in giardino, lo schiamazzo dei bimbi nel parco o la melodia del carillon del gelataio, che si affrettava a servire tutti i suoi ultimi clienti della giornata, per poi poter finalmente tornare a casa dalle sue due piccole principesse.
Dave era lì, seduto sulla sedia a dondolo del nonno, mentre leggeva il suo ultimo libro fantasy.
Amava viaggiare con la fantasia, volare in mondi incantati, usando incantesimi che solo tramite la lettura riusciva ad evocare.
Le voci delle mamme iniziavano ad urlare i nomi dei propri figli, convincendoli a rientrare in casa per la cena. A Dave questo mancava da un bel po' di tempo; esattamente da quando, un giorno d'estate, di dieci anni prima, un pirata della strada gli aveva portato via la madre.
All'epoca aveva soltanto 8 anni.
Da quel momento, ogni cosa gravava sul suo tempo prezioso; doveva preoccuparsi di cucinare ai suoi due fratelli più piccoli o di preparare il cesto degli indumenti sporchi, per portarlo poi in lavanderia.
Era così immerso nei suoi pensieri, da non accorgersi di quanto stava accadendo.
L'intero viale, a forma di grande "L" era sempre stato pericoloso.
Più volte, gli stessi vicini, avevano raccolto firme per chiedere di poter chiudere entrambi i lati della strada, ma non vi era mai stato concesso alcun permesso dalle autorità locali.
Un'automobile rossa, così veloce quanto pericolosa, sfrecciò nel viale dinanzi agli occhi sgranate delle mamme impaurite.
Il gelataio riuscì a salvare un bambino giusto qualche secondo prima che venisse investito.
Ma evidentemente, qualcuno lassù aveva urgente bisogno di riprendersi con sé chi gli stava più a cuore.
La macchina perse il controllo.
La sedia a dondolo volò via per qualche metro.
Piombò il silenzio.
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